Salviamo le foreste, consumiamo meno carta !

È una bufala grossolana.

Al contrario, l’industria cartaria salvaguarda e migliora ogni anno l’estensione e la qualità delle foreste, in Europa e non solo.

La penosa deforestazione in Africa e Sudamerica non è dovuta alla produzione di carta, ma alla conversione di grandi estensioni boschive tropicali in terreni agricoli e al taglio indiscriminato di legni pregiati per utilizzi di falegnameria.

In quarant’anni di attività nel settore grafico editoriale, sono passato attraverso una intensa qualificazione nella produzione di carta. In Finlandia, per esempio, grande produttore, ho visitato personalmente stupende e sane foreste di conifere splendidamente gestite, per legge, dall’Associazione cartaria nazionale. Molto più belle, e di estensione maggiore, di quando non vi erano questo interesse industriale e la sensibilità ecologica che si è sviluppata negli anni. Per un albero tagliato ne vengono piantati tre, e l’aumento annuo della superficie forestata in Europa equivale oggi a circa 6.500 km2, pari all’estensione di circa 2.500 campi di calcio regolamentari al giorno…

Quanto all’inquinamento, alcune constatazioni: sempre in Finlandia , uno stabilimento specializzato nella produzione di carte colorate utilizza l’acqua di un fiume, piuttosto sporca e maleodorante, per restituirla, dopo il processo produttivo e accurata decantazione, assai più limpida e sana, tanto che la cartiera è meta di pellegrinaggi di studiosi ed ecologisti che apprezzano e apprendono la tecnica a miglioramento dell’ambiente; lo sbiancamento a base di cloro è stato abolito, tanto che le carte ora si fregiano dell’appellativo “clore free”; non è vero che la produzione di carta emette CO2 più di quanto ne rimuova, poiché attraverso la fotosintesi clorofilliana delle fronde alberate e lo stoccaggio del carbonio nella carta stessa (e nel suo riciclo che ormai raggiunge il 56% del totale prodotto) il sistema è in equilibrio.

L’esempio dei Paesi nordici si è esteso rapidamente in tutta Europa, tanto che oggi l’Italia è leader nella certificazione di prodotto tramite l’Ecolabel Europeo, un’etichetta che attesta l’eccellenza ecologica della carta. Sempre in Italia, al terzo posto in Europa, i volumi di carta da macero utilizzati per il riciclo ammontano a quasi 6 milioni di tonnellate annue, in continuo aumento grazie alle politiche locali di sensibilizzazione alla raccolta differenziata.

In conclusione, la vecchia (e soprattutto nuova) carta è un bene prezioso, ecologicamente sano e riciclabile, e conserva nel tempo, malgrado l’avvento di Internet, la sua impareggiabile funzione culturale e di testimone della memoria storica, nel rispetto della natura.

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Giovanni Battista Giachetti, per quarant’anni alla guida di una primaria industria grafica editoriale, ha seguito nei decenni l’evoluzione dell’industria cartaria, che da inquinante dei corsi d’acqua utilizzati è passata a una gestione attenta e responsabile del territorio. Un’eccellenza che ha trasformato il mondo e la stessa materia prima, utilizzata in crescendo per secoli dopo Gutenberg, catturando e tramandando i pensieri e le immagini delle più entusiasmanti avventure della cultura dell’uomo.

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