Le carte da gioco e i rudimenti del Bridge

L’invenzione delle carte da gioco si perde nella notte dei tempi.
Tante teorie sulla loro nascita si appoggiano su antichi documenti.
Chi sostiene che sono state inventate in Italia (basandosi su un atto del Comune di Firenze datato 1376) non tiene conto dell’alta probabilità che siano state importate dall’Oriente.
Si suppone che le origini siano Cinesi o Indiane. Ciò che sembra accertato è che le carte da gioco siano state introdotte dagli arabi in Europa nel quattordicesimo secolo. Da allora la diffusione di questo intramontabile passatempo fu rapida e il gioco di carte utilizzato in tutto il continente.
Le caratteristiche tipiche delle carte scaturiscono da peculiarità nazionali: in Italia vigono ancora le carte cosiddette “napoletane” (4 segni – coppe, denari, bastoni e spade – di 10 carte dall’asso al sette, più fante, cavallo e re); in origine in Germania i semi sono cuori, campanelli, foglie e ghiande; ma ormai le più diffuse con valenza internazionale sono le carte di origine francese (4 segni – picche, cuori, quadri e fiori – di 13 carte dall’asso al dieci, più fante, regina e re, con le caratteristiche inglesi dell’iniziale – J per Jack, Q per Queen, K per King).
Uniformati i semi e le figure, i giochi più diffusi sono diventati un divertimento e una sfida universale. Vi è pur tuttavia la possibilità, per un divertimento raffinato o per promuovere il proprio marchio, di ordinare a siti specializzati carte da gioco personalizzate sul dorso o addirittura nelle figure, per piacere individuale o per regali di classe.
Innumerevoli sono i giochi con le carte inventate dall’uomo: per divertimento, competizione, azzardo e cartomanzia. Elencarli sarebbe lunghissimo. Ricordiamo i più diffusi in Italia: Bridge, Briscola, Burraco, Canasta, Mercante in Fiera, Pinnacolo, Poker, Ramino, Rubamazzetto, Scala 40, Scopa, Scopone scientifico, Sette e mezzo, Solitari, Tarocchi, Tressette.
Fra tutti nel mondo emergono il Poker e il Bridge.
Il Poker, che tutti conoscono, non è più considerato un gioco d’azzardo o di sola fortuna. È piuttosto un gioco di psicologia e astuzia.
Ma il re dei giochi di carte è il Bridge, universalmente riconosciuto come il più bel gioco di carte del mondo. Stimola l’intelligenza, l’intuito, l’audacia e la prudenza insieme. Inventato dalla nobiltà Inglese, divenne verso la fine del secolo scorso un motivo d’orgoglio per il genio italiano: il campionato mondiale fu appannaggio per lunghi anni del favoloso e invidiato “blue team”.
Per i neofiti forniamo alcune semplici indicazioni di base, rimandando l’approfondimento alle tante scuole di Bridge e ai numerosi manuali di istruzione reperibili in ogni libreria.
Il mazzo di 52 carte viene distribuito a 4 giocatori, alleati a coppie (NS-EO). Ogni seme (in ordine crescente fiori, quadri, cuori e picche) contiene 10 punti onori: l’asso 4 punti, il re 3, la donna 2 e il fante 1. Chi conta nella propria mano più di 10 punti è sopra la media e può quindi iniziare la prima parte del gioco: la dichiarazione o “licita”, che altro non è che una scommessa di realizzare, nella giocata che segue, il dichiarato numero di prese (sulle 13 disponibili). Il suo compagno può passare, oppure appoggiare la sua dichiarazione aumentando la scommessa per realizzare più punti.
Gli avversari del dichiarante possono contrastarlo scommettendo a loro volta di far meglio, quindi dichiarando di realizzare più prese di lui, oppure possono lasciargli la dichiarazione (o addirittura contrarla) sperando di vincere la scommessa mandandolo “sotto”, cioè non permettendogli di realizzare le prese promesse. Terminata la licita inizia il gioco della carta. Chi ha vinto la licita ha scelto il seme dominante (l’atout) oppure può anche aver deciso di giocare “senza atout”, nel qual caso nessun seme può far presa sugli altri.
Per aggiudicarsi una partita bisogna vincere 2 “manches” di almeno 100 punti cadauna. Le prese nei diversi semi, oppure nei “sans atout”, valgono secondo un particolare e agevole schema. Se conosci un giocatore di Bridge puoi chiedergli di continuare a illustrarti i rudimenti, le astuzie e i segreti di questo gioco meraviglioso. Potrai così imparare a cimentarti col tuo intuito, la tua capacità di ragionare e di stringere una proficua alleanza con il tuo compagno di turno…
Buon Bridge a tutti.

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Giovanni Battista Giachetti © copyright www.printingdesk.com Tutti i diritti riservati.
Puoi usare questo articolo nella sua interezza insieme con i dati sull’autore e i relativi links.

Autore: Giovanni Battista Giachetti, in gioventù partecipò ai campionati nazionali juniores di Bridge a Livorno: la sua squadra si piazzò seconda dietro alla squadra che generò i futuri campioni del mondo del “blue team”. Ideatore delle carte da gioco personalizzate, che alcuni circoli e privati hanno già adottato con grande soddisfazione.

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